Questo è uno di quei resoconti a monologo in cui scorrono le immagini a rallentatore con sotto la musica giusta al momento giusto.
Iniziano tutti con "Beh." e il mio non vuole essere da meno. Ergo:
Beh.
Anno ZEROSETTE.
Riconfermo la mia teoria che prevede che a me tutti gli eventi straordinari capitino tutti in un anno, lasciando gli altri anni vuoti di scoinvolgimenti degni di nota.
Più o meno quest'anno è stato come il 2003, quando mi innamorai per la prima volta, diedi il mio primo bacio e dissi addio alla mia verginità. Tutto nel giro di un unico anno.
Questo 2007 è iniziato perdendomi.
In macchina, volevo andare al mare e mi son ritrovato inspiegabilmente nel forlivese in un posto sconosciuto. Certo che iniziare l'anno perdendosi non è di buon auspicio, visto che si dice che se scopi a capodanno scopi tutto l'anno, e tutte ste stronzate qua.
Quindi questo sarebbe stato un anno di perdizione generale, stando alle credenze generali.
Ma vabè.
-La prima parte dell'anno trascorse liscia liscia, con la mia solita propensione a trovare idoli a me nuovi: si consolidò Freddie Mercury. Cambiai chitarra e mi stufai pesantemente del cosiddetto "indie" e del voler essere alternativi, cosa da sempre a me ostile, ma verso febbraio iniziò il mio rigetto totale di questo modo di fare indie-rock-noise ecc. ecc. Iniziai ad apprezzare molto chi fa TANTI soldi con la musica, chi riempie gli stadi, chi compone melodie orecchiali e di facile accesso, chi rende i propri lavori universali. La magneficenza, l'assoluto, la tensione all'infinito, al massimo. Soldi ricchezza felicità bellezza amore sesso.
-Poi dall'inizio di Marzo e con l'espandersi della primavera, ritornai ad ascoltare Lucio Battisti. E fu questo il punto di svolta un po' di tutto.
Mi riportò a quando ero piccolo, come se ascoltando quelle cose si insinuasse in me il desiderio di capire com'ero prima, di capire se com'ero prima mi piacevo, in un certo senso capire da dove venivo.
Il cambiamento compositivo si palesò di lì a poco con una serie di nuovi pezzi molto più semplici, ma molto più profondi di significato, e con una netta prevalenza del livello espressivo. Mi resi conto che buttando tutto sulla pura interpretazione di un mio pezzo, riuscivo a ottenere risultati finali molto migliori: ero più sciolto, e rendevo meglio. Oltretutto non avendo basi teoriche era tutto più semplice.
Ecco, la semplicità. Iniziai (o tornai) ad amare la semplicità delle cose. Cosa mica da poco. La primavera mi riempì di una purezza che m'ero scordato. Cose che capitano, per la strada. Perchè poi uno crescendo si nasconde dietro i capelli e certe distorsioni pesanti e acide, e finisce per perdere di vista la sua vera natura.
Ritrovai la mia indole, ritrovai quello che volevo per natura.
Iniziai ad apprezzare in maniera assoluta la calma.
Insomma, iniziai un processo atto a ritrovare quello che ero, cioè quello che sono.
-Poi successe che la mia ragazza, dopo due anni emmezzo, incontrò un altro ragazzo e decise che io non le davo più quello di cui aveva bisogno, e che per lei erano importanti cose che per me non erano importanti, e viceversa. Quindi mi lasciò all'inizio di Giugno, e nella furia ci scapparono anche alcune frasi che poi diedero origini a certi miei testi tipo Mastercard.
E fu una bella botta eh. Porca miseria. Mica me l'aspettavo, ero carichissimo per l'estate e avevo mille progetti meravigliosi. E invece no.
-Quel processo iniziato in primavera lo conclusi l'estate. Da soli ci si ritrova anche meglio. Complice un viaggino a Roma, praticamente solo. Complice il fatto che misi su un progetto acustico da solo, date le palesi divergenze artistiche dei miei nuovi brani rispetto a quelli che avevo sempre proposto ai Karmica*. Complice il caldo torrido di fine luglio. Complice il mio tornare a usare la bicicletta di sera (sì, sembra una cazzata ma non lo è). Complici Baldo, l'Elisa, e 'Ali.
Stavo male e stavo ritrovando le mie parti più nascoste, ero quasi felice di tutto ciò. Che paradosso eh?
-Comunque mentre l'estate finiva io mi rendevo sempre più conto di essere stato costruito PER stare con una donna. Sentivo non tanto la necessità di una donna. Ma proprio l'amore di stare ASSIEME. Iniziaia diventare profondamente consapevole di ciò che potevo essere. Tipo il mio amore potenziale.
Contemporaneamente riscoprì il mio strumento preferito fra tutti: il pianoforte. E scrissi una decina di brani. A sommarsi ai 30 e oltre scritti per il mio progetto acustico da solo (chiamato proprio come questo blog) durante l'estate per chitarra acustica.
L'estate finisce e conosco una ragazza bellissima.
-PATAPUUUUMPFFFPFPFPFPFPF!
Va a finire che trovo l'amore, che non è vero che sarei stato solo ancora mesi e mesi, che allora esiste un qualcosa del genere, che.
Yeah babe babe babe, yeah. OH, yeah.
Con Ottobre, inizia la parte più bella. Un Autunno meraviglioso, il più bello fra i miei Autunni, direi.
Pare di volare. Luccica tutto. Proprio una luce pura.
Quindi.
In sintesi.
Nell'anno duemilasette ho sentito il dolore più grande mai provato, ho ritrovato me stesso, ho messo su una nuova forma musicale, e ho trovato la cosa più bella che mi fosse mai capitata. E la chiamo "cosa" perchè non è nè una persona nè un sentimento, è qualcosa molto più sù.
Yeah. Sono il più vivo, pappappero.
Buon 2008 a tutti i naviganti.
(E pensare che l'anno era iniziato perdendomi. In ogni caso il duemilaOTTO sarà l'anno in cui compirò venti importanti anni. E l'esame di maturità, la desiderata fine del liceo -in ritardo-, l'università, l'uscita del nostro primo album su cui stiamo sudando. Si prospetta un anno pienotto.)
Non piangere per favore.
Non rovinare nulla.
Non distogliere il pensiero dalla meraviglia.
Fatti scivolare via lo sporco come se stessi facendo una doccia.
Io se vuoi posso fare la parte della doccia.
E l'amore può fare la parte dell'acqua.
Quando è primavera andiamo sulle colline dove ci sono tanti prati pieni di sole e di vita.
Il sole quando sorge, sorge piano e poi
la luce si diffonde tutto intorno a noi
Le ombre ed i fantasmi della notte sono alberi
e cespugli ancora in fiore,
sono gli occhi di una donna
ancora pieni d'amore.
Da piccolo piccolo osservavo le cose come un adulto, da adolescente osservavo le cose come un vecchio, da giovane osservo le cose come un bambino piccolo.
Questo significa che quando sarò vecchio osserverò le cose come se fossi giovane.
E vuol dire che non muoio MAI.
Credo di avere capito finalmente.
Eh sì, perchè mi chiedevo come mai la gente volesse morire. Fumare, drogarsi, bere, mangiare troppe pastine, mangiare male, andare forte in macchina, vivere a orari inadatti, alienarsi, cercare sempre il divertimento e lo sballo, quindi andarsene dalla realtà, tenere il cellulare sempre acceso anche la notte, bombardarsi di radiazioni, non investire sulle auto a carburanti non inquinanti, andare a benzina, buttare i rifiuti per strada quindi intossicare il pianeta quindi te stesso, sprecare e sprecarsi, abusare di medicinali, voler litigare, non cercare di stare bene.
E si può andare avanti per ore.
Sono tutti gesti insignificanti, totalmente quotidiani e abitudinari, vizi e abitudini. L'importanza che può avere fumarsi una sigaretta, nella nostra vita, è praticamente insignificante.
Però se ci si pensa sono tutti gesti che ci fanno morire un po' di più. Ogni cosa ci avvicina di più alla morte. Sì, l'ho detto, la MORTE. Aiuto, no, noi siamo giovani, noi siamo invincibili, e ci si penserà poi quando sarà il momento, nono, la morte no, non ci penso ancora a morire, no, tocchiamoci le palle, tocchiamo ferro, facciamo le corna, non portare sfiga. La morte, pure una brutta parola, proprio no.
...
Ma siamo scemi?
Potremmo morire fra due secondi come fra 90 anni. Ok che ci caghiamo sotto, e che son cose crude, però cazzo, siamo maturi per poter parlare di morte senza trovare pretesti per sviare il discorso? Facciamo di sì, dai.
Ecco, dicevo che tutta una serie di gesti quotidiani ci avvicinano un pochino di più alla tanto nascosta morte, nonchè l'opposto della vita, a rigor di logica.
E allora mi veniva da pensare: ma perchè, se si vuole vivere, fare cose (anche insignificanti apparentemente) che ci possono portare alla morte? Non siamo intelligenti e furbi? Non riconosciamo la stupidità di intossicarci e farci male?
E qui le risposte si moltiplicano, il problema è vecchio come il mondo. E chi vuole vivere spremendo il suo tempo, e chi pensa che la morte sia ancora troppo lontana, e chi pensa che "tanto in un modo dobbiamo morire" e chi pensa che "quando verrà a me avranno trovato le cure" e chi pensa che "tanto posso morire da un momento all'altro". Frasi trite e ritrite.
Cazzate.
E scuse.
Cosa vogliamo fare? I perenni ribelli mezzi dandy mezzi rockstar che vivono la vita FINO IN FONDO e muoiono giovani? Sì, ok, l'idea è affascinante, ci hanno pensato tutti almeno una volta, tutti vorremmo essere così fighi da consumarci velocemente e morire affogati dal proprio vomito. I miti lo confermano.
Però, qui si tratta di VIVERE. Che è una cosa meravigliosa.
Ed è la cosa più lampante e palese, che è meravigliosa.
E allora cos'è che non quadra? Qual'è il pezzo mancante del puzzle? Cosa ci fa continuare ad avere il coraggio di fumare con sprezzo del cancro, e la debolezza di non riuscire a non dipendere da un oggetto insignificante? Cosa ci fa essere rincoglioniti da uno schermo spara-elettroni? Cosa ci giustifica il dover VOMITARE per stare meglio dopo essersi sbronzati? Cosa manda a puttane la dignità di essere vivente, prima che umano?
La paura.
Sì, proprio la stessa paura che si ha di tutte quelle cose, è la stessa artefice massima.
L'uomo è terrorizzato dalla troppa vita.
Ma a pensarci, è comprensibile. Soltanto pochissime persone, i folli o i matti, riuscirebbero a sopportare il peso di avere tutta la vita che ci viene data a disposizione.
Vi rendete conto di quanto può essere INGOMBRANTE? Cazzo, si può anche pensare che in un corpicino umano non ci stia nemmeno tutta. La vita, dico. Tutta intera. Tutta libera e magneficente.
E' davvero troppo per noi. Noi che siamo della generazione-DeFilippi poi, è ancora peggio. Siamo abituati alle lacrime facili, noi, troppa vita vera potrebbe distruggerci.
Ma qui non si parla dei "giovani d'oggi", qui si parla di uomo. Di essere umano.
La paura di vivere troppo.
E' lei che ci spinge a voler morire un po', a intossicarci un po' di più, a vivere un po' meno, un po' peggio, ad auto-causarci problemi, anche piccoli, a una sorta di mini-auto-distruzione. C'è lei dentro a chi si ingozza di Merda & Ferrero come dentro ai due pacchetti al giorno di Marlboro.
E cosa ci possiamo fare?
Noi crediamo di essere invincibili e siamo i più vinti di tutti. Vinti da noi stessi.
E pensare che basterebbe aspirare a questa troppa vita...basterebbe voler rischiare DAVVERO, non come ci fanno credere.
Basterebbe voler volare alto, almeno una volta, basta una volta soltanto.
Ne vale la pena.
Io ho paura ad andare sul Katun, ma porca puttana. Non voglio aver paura di vivere, non più.
Tipo parcheggiare alle nove e tre quarti in un parcheggio sotterraneo senza alcun cartello informativo, a Bologna, andare a cena, tornare all'una e trovare il parcheggio chiuso.
Se poi il parcheggio è di un super mercato e il giorno dopo è Domenica, è il massimo della vita.
Se poi dentro alla macchina ci sono i tuoi oggetti essenziali per il proseguimento della tua vita civica e non, ancora meglio.
Perfortuna siamo sotto Natale, e per commerciare si resta aperti anche Domenica.
E Bologna-Faenza è solo 50 km.
Yeah ;P
Consiglio ai naviganti: prima di parcheggiare in posti sconosciuti, pensarci sempre tre-quattro, o anche cinque volte, e non essere pigri o frettolosi, aiuta a evitare disagi. Yo.
Prima era un freddo avvolgente di quelli che ti tagliano in due.
La strada era deserta, e camminavo tutto imbacuccato nella mia sciarpona al centro della stradina, e le mie solite air walk distrutte non facevano rumore come se avessero paura di disturbare il silenzio. Usciva un sacco di fumo dalla mia bocca, però era il profumo di inverno che mi faceva sognare. E allora me ne stavo lì imbacuccato a guardarmi attorno, il cielo e le case e le stelle, senza muovere la testa ma girando vorticosamente le pupille.
E ho pensato che esisti davvero.
Che sei viva e vivissima, e reale realissima.
Può sembrare una cosa scontata, ma non lo è:
Ti ho cercata talmente tanto e ti ho voluta così tanto che poi a un certo punto mi venivano i dubbi che non esistessi e che avrei dovuto accontentarmi per tutta la vita.
Invece ci siamo trovati....ma ci pensate? Di quanta gioia pura si può riempire un corpicino semplicemente intricato come il mio?
Ho creduto di scoppiare.
E ora mi viene la voglia di stringere le cose, schizzo di qua e di là, e poi ti bacio strettistrettistretti.
Facciamo i nostri gradini sempre meglio, cambieremo tanto, cambieremo colore e forma, e rimarremo sempre noi, e presto sarà primavera e ti portò in cima al mondo quando cazzo ci pare. E si può anche volare davvero.
E' tutto COSI' bello.
Siamo così belli.
La gente crede che la bellezza sia una cosa quasi superficiale, ce la si sta dimenticando per strada, depredata dal relativismo dei gusti. Ma la bellezza esiste ancora.
Esiste ancora e siamo noi.
Grazie di cuore.
Esisti ^^
Io non sopporto il puzzo di fumo.
Se qualcuno si accende una sigaretta all'aperto, nelle vicinanze mie. Io non lo sopporto.
Se poi siamo in ambiente chiuso. Sto male.
Se poi le persone sono più di una. Voglio uscire.
Se poi si fa la cappa. Panico.
Cosa cazzo fumare a fare?
Gente che si droga. Gente che beve solo perchè vuole ubriacarsi. Gente che crede di vivere solo per sfiga. Gente che guarda Pino Scotto e non cambia canale. Gente che guarda Uomini&Donne.
Gente che non annusa i fiori. Gente che non guarda il cielo. Gente che non inspira a pieni polmoni l'aria fresca. Gente a cui non da fastidio il puzzo di fumo. Gente che cè sono tipo troppo fuori sta sera. Gente che ascolta solo metal.
Gente che crede di essere molto di più. Gente che se la tira. Gente che ai concertini paesani in piazza dice "Ciao Faenza."
Gente che non mangia con gusto. Gente che non mangia per scelta. Gente che non mangia e basta. Gente che fa beneficienza: andate a cagare. Gente che va in chiesa e non sa parlare con Dio. Gente che non vuole un Dio. Gente che non crede assolutamente in Dio. Gente che crede in Dio ciecamente.
Gente che dice al proprio ragazzo "scegli, o me o la musica." Gente che dice menzogne senza sentirsi una merda. Gente che non sente il bisogno di crescere. Gente che ha paura. Gente che non piange mai.
Gente che va al cinema solo a Natale. Gente che va in chiesa solo a Natale. Gente che ama le ricorrenze. Gente che si dimentica. Gente che segue la moda per debolezza. Gente che non ha personalità. Gente che copia. Gente che invidia. Gente che si agita per niente. Gente che si incazza in continuazione: ma cosa volete ottenere? Gente che alza la voce senza stile.
Gente che va a lezioni di canto per poi cantare impostata e impersonale da far schifo alla vergogna. Gente che fa solo cover e registra un album. Gente che ha creatività e genialità e non riesce a registrare un album.
Gente che ha tutti voti ottimi a scuola e non sa chi sia Pasolini. Gente che studia tantissimo e non apprende niente. Gente che non sente il bisogno di cultura.
Gente che è pacifista e non è pacificatrice. Gente che tira pietre. gente che incendia auto e cassonetti. Gente che cerca lo scontro con le forze dell'ordine e poi grida allo scandalo. Gente che nel duemilaotto ha il coraggio di votare comunista. Gente che nel duemilaotto ha l'anti-coraggio di non andare a votare. Gente che fa scelte di comodo.
Gente che non vive. Gente che vive di stereotipi. Gente che non aspira alla felicità. Gente che vede nelle cose brutte, il bello. Gente non apprezza la bellezza. Gente che si lamenta. Gente che è intellettuale: c'è un motivo se non li chiamano semplicemente intelligenti. Gente che non rispetta le leggi. Gente che butta i rifiuti per terra. Gente che non si ricorda come era da piccola. Gente che cancella gli amori passati. Gente che si sposa senza amare. Gente che pretende di amare senza amare prima se stessa. Gente che ama solo se stessa. Gente che vuole lo sballo. gente che senza alcool non si diverte. Gente che fugge dalla realtà. Gente che fugge da se stessa. Gente che finge l'orgasmo: ma qual'è l'utilità? Gente che fa a botte.
Tutta gente che dovrebbe lavarsi l'anima.