Ci sono questi dannati impressionisti che dipingono quadri come fossero ricordi.
E sensazioni.
Sono tremendamente SFUGGENTI.
Così fragili nei loro venticelli primaverili e in quelle ombre estive.
Il mio preferito credo sia Renoir.
Descriveva una Francia di fisarmoniche, che anche se fanno musica allegra lasciano malinconia nell'aria.
Eppure lo chiamavano "il pittore della gioia di vivere".
Infatti.
C'era l'odore della festa e la freschezza della campagna. Niente di più, niente di meno.
Come se si volesse lasciare su tela una sensazione, più che qualcosa di concreto. Forse perchè poi ci si complicherebbe, perdendo di vista la realtà.
Invece così ci si infila DENTRO alla realtà.
E la donna. Nuda come la vera vitalità. E l'infanzia, di una bambina ballerina che danza sopra a tutto.
La vita.
Lo sconcerto della critica.
La gioia.
E l'insegnante che dice: "Lei senza dubbio dipinge per divertimento." E la replica di Renoir : "Ma certo. E se non mi divertissi, la prego di credere che non dipingerei."
Dannati impressionisti.